IDD, qualcosa cambia in IVASS

La tavola rotonda IDD, i dubbi del mercato, gli orientamenti dell’IVASS, tenutasi il 18 ottobre a Milano all’interno del più vasto Festival delle Assicurazioni, è servita a ribadire e sancire definitivamente il cambio di passo apportato dalla IDD ed a fare il punto della situazione a quasi un anno dall’effettivo varo della stessa.

In particolare, Martina Bignami di Ivass ha sottolineato che, prima di tutto, IDD sia una delle più importanti direttive UE degli ultimi anni, non solo in materia di distribuzione assicurativa, come lo scrivente ha già ribadito dalle colonne di Parliamo di Assicurazioni, ma in assoluto una delle principali norme consumeristiche europee, che mira a livellare il terreno di gioco tra i players assicurazioni e banche.

In particolare, IVASS intende tramite IDD tutelare la distribuzione tradizionale ed evitare la disintermediazione che potrebbe verificarsi nei prossimi anni, anche a causa dell’assurtech, come sta già avvenendo nel mercato USA, il quale potrebbe rappresentare oggi il nostro futuro a tre anni. 

Grazie a IDD e, sempre secondo Martina Bignami, IDD sta producendo una mutazione ed ammodernamento in Ivass, declinando una nuova vigilanza che si specializzerà sempre più in due unit: Tutela del Consumatore e Vigilanza sugli Intermediari. 

IVASS, nello spirito IDD metterà sempre più il consumatore al centro

Dal punto di vista del consumatore, IVASS, nello spirito di IDD, tenderà a mettere al centro il consumatore, il quale avrà diritto alla stessa tutela, informazione e qualità di servizio, a prescindere dal canale distributivo.

Da questo punto di vista IVASS si impegnerà a controllare che le banche pongano la stessa attenzione al cliente nella stessa misura in cui già lo fanno da parecchio tempo gli intermediari tradizionali, quali agenti e brokers.

Diciamo che le banche sono più allenate da una consolidata pratica Mifid, mentre gli altri intermediari attualmente devono attenersi ad una più rigida e macchinosa procedura prescritta dalle imprese di assicurazione. 

In questo senso, IVASS ha lavorato e continuerà a lavorare in concertazione con CONSOB, al fine di verificare che le banche non abbiano ad avere un effettivo e pratico vantaggio competitivo di tipo burocratico/amministrativo sugli intermediari tradizionali. 

IVASS, inoltre, ha chiesto, in modo democratico e come si era già verificato in passato, un parere ed aiuto agli operatori di mercato tramite una Pubblica Consultazione che si concluderà entro marzo 2020. 

Dal punto di vista sanzionatorio, IVASS promette di mettere in atto una vigilanza proattiva e non punitiva, cercando di promuovere un cambiamento dissuasivo e non più, o non solo sanzionatorio. 

Parecchia strada resta qui ancora da compiere, in quanto, anche dal punto di vista del livellamento del terreno di gioco, se un Intermediario classico commette una infrazione, è passibile di una sanzione pecuniaria che va da 1.000 a 700.000 euro, mentre, se a commettere la stessa infrazione è un Consulente Finanziario, lo stesso è passibile di una sanzione che va da 516 fino ad un massimo di 25.823 euro. 

IVASS però fin da subito si impegnerà, e lo sta già facendo, in una intensa attività didattica, per colmare il clamoroso e crescente gap intergenerazionale sulla cultura finanziaria ed assicurativa. Proprio mentre scrivo si sono tenuti eventi in questo senso in tutto il paese, sotto l’egida delle giornate di educazione finanziaria e con il culmine della giornata mondiale del risparmio che si terrà il 31 ottobre.

Inoltre, massima sarà la collaborazione in tema IDD con associazioni di consumatori e di imprese di assicurazione (alla tavola rotonda erano presenti, tra gli altri, ANIA e Konsumer Italia che hanno apprezzato), e vi sarà, a partire da gennaio 2020 una innovativa collaborazione con il MISE per creare una attività di Mistery Shoppers dotati di particolari poteri di indagine e di intervento accurati e mirati. 

Resta inoltre, da un diverso punto di vista,  da chiarire come potrà declinarsi la vigilanza sui newcomers provenienti dal nuovo settore dell’assurtech, dove si dovrà vigilare non su persone, ma su procedure portate avanti, ad esempio, dalla intelligenza artificiale e dalle learning machines, e si possono già immaginare diversi scenari alternativi, per un verso affascinanti e per un altro inquietanti. 

Se possiamo dare per acclarato che IDD rinforza in modo irreversibile la tutela del consumatore, IDD resta fondamentalmente una partita ancora tutta da giocare e molti dubbi permangono riguardo al futuro della distribuzione tradizionale, che, attualmente, si trova a sottostare a degli adempimenti burocratici che diventano sempre più onerosi. 

Per esperienza ventennale dello scrivente e guardando a quanto purtroppo sta già avvenendo sul territorio della nostra regione lombardia, “pilota” di quanto avverrà probabilmente in tutta Italia, IDD sta di fatto favorendo lo sviluppo di maxi agenzie monomandatarie (da 50 a 500 addetti più o meno), che sono organizzate al meglio per gestire il pur necessario fardello burocratico a tutela , ci auguriamo, del consumatore finale. 

La sfida ambiziosa ed affascinante di IVASS è proprio questa: saper difendere e valorizzare le tipicità e le biodiversità dei distributori tradizionali, e dei loro clienti, le persone e le PMI che caratterizzano da sempre il nostro modello di sviluppo socio-economico, pur nel rispetto del protocollo IDD declinato “all’italiana”. Ci auguriamo con tutto il cuore che riesca nel suo scopo.

Se hai trovato interessante questo post, condividilo con i tuoi amici e lasciaci un commento qui sotto. Grazie!
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Informazioni su Stefano Marotta

Stefano Marotta opera nel settore assicurativo dal 1995. Provenendo dal settore delle ricerche di marketing e della consulenza di direzione, ha sempre concepito la sua professione come consulenza e servizio, cercando per i suoi clienti soluzioni personalizzate ed innovative, studiate di volta in volta sulla base di specifiche esigenze e bisogni. Ne tempo ha perfezionando la sua formazione, in campo giuridico, finanziario, commerciale ed ha consolidato le esperienze nei rami elementari e vita, con specializzazione nel campo della previdenza complementare e dell'assistenza sanitaria integrativa.
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

4 commenti

  1. Buongiorno Stefano, quello che sta succedendo è sicuramente positivo a favore del cliente finale. I miei personali dubbi sono l’ effettiva efficacia finale per cautelare” gli addetti sul campo”. Ciò che Noi Assicuratori definiamo ” disintermediazione”in altri settori di chiama ” concorrenza”.Quello che è successo negli Stati Uniti e a Singapore accadrà anche qui; chi sceglierà cosa e da chi acquistare sarà il cliente. Ed il cliente acquisterà ciò che l’ intermediario di turno gli ha fatto comprendere. Un altro NODO del mondo assicurativo è una mancanza di cultura generalizzata che deriva da una diffidenza in entrambi i settori: finanziario e assicurativo. Fare cultura nel cliente finale, non necessariamente finalizzata all’ acquisto immediato, sarà l’ unica strada.Si tratterà di fare investimenti in tal senso, ma le Compagnie vedono solamente gli utili. Sarà tutto sulle spalle degli intermediari perché questa oggi è l’ unica via percorribile per rimanere a svolgere questa attività.Grazie Roberto

    • stefano marotta

      Buongiorno Roberto, ti ringrazio per il tuo intervento che approvo per intero. Promuovere la cultura finanziaria ed assicurativa è assolutamente necessario per il benessere del nostro paese che rimane ancora sottoassicurato. Ad esempio, ogni autunno, ciclicamente da almeno 10-15 anni, il dissesto idrogeologico fustiga il paese, ed il 2% degli immobili assicurati per i rischi catastrofali è un dato scandaloso che dovrebbe smuovere la classe dirigente politico-economica. Nel nostro piccolo team, proponiamo ogni giorno, con pillole formative, interventi atti ad accrescere la cultura assicurativa, nell’interesse generale. Stefano Marotta

  2. Ma di cosa parliamo? Le banche continuano ad utilizzare la loro posizione di forza per fare le più grandi porcate in campo assicurativo, con la connivenza di Banca d’Italia, che fa finta di non sapere e vedere. in qualità di erede ho aspettato tre mesi la liquidazione di una polizza vita Cardiff BNL. Se lo avessi fatto io la mia Compagnia mi avrebbe mangiato vivo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.