I rischi della famiglia: la responsabilità civile

Da sempre noi Italiani siamo abituati a risparmiare una parte del nostro reddito. Spesso lo facciamo pensando in termini positivi: accantoniamo denaro in previsione di una spesa futura, per aiutare i figli quando andranno a studiare all’estero o compreranno casa, per permetterci un bel viaggio o una nuova auto e così via.

Da qualche anno però sta aumentando sempre di più la tendenza a mettere da parte dei soldi per fronteggiare eventi negativi, perché “non si sa mai cosa può capitare nella vita”.

Spaventati da quello che può succedere attorno a noi, pensiamo che risparmiare tutti i mesi qualche euro possa farci affrontare con le giuste risorse il futuro.

Secondo una ricerca Ipsos del 2018, addirittura più di un Italiano su tre, il 37% per l’esattezza, risparmia per tutelarsi personalmente dai rischi futuri.

Quello che potremmo definire come autoassicurazione: metto da parte ogni anno dei soldi così se faccio un danno a qualcuno potrò risarcirlo.

Motivazione lodevole e condivisibile. Peccato però che non sempre quello che viene risparmiato è sufficiente per risarcire i danni.

Ti faccio qualche esempio per capire meglio:

  • Sei al centro commerciale e sbadatamente urti col carrello due piccoli televisori in esposizione, facendoli cadere e rompendoli? Il proprietario del negozio ti chiederà di pagarglieli.
  • Vai a fare una passeggiata al parco e, involontariamente, urti un signore che passa in bicicletta e cade rompendosi un braccio? Quel signore ti chiederà di risarcirgli le spese mediche sostenute.
  • Un tubo dell’acqua di casa tua si rompe e l’acqua filtra al piano di sotto lasciando una chiazza sul soffitto? Il tuo vicino verrà sicuramente a citofonare per chiederti di rimborsagli la fattura dell’imbianchino.

Sono solo tre esempi, molto semplici e molto più frequenti di quanto si possa pensare.

Tutti esempi che ti faranno spendere qualche centinaio o poche migliaia di euro per risolvere la controversia. Alla fine la tua idea di risparmiare per autoassicurarti è stata vincente. Vero che il tuo conto corrente si è prosciugato, ma almeno hai risolto il problema.

Proviamo però a pensare se la tua autoassicurazione sarebbe bastata se questi episodi fossero finiti in maniera leggermente diversa:

  • Se i televisori caduti fossero stati più di due e tutti di ultima generazione, dal costo di 8/9000€ l’uno, sarebbe bastata la tua autoassicurazione?
  • Se quel signore caduto in bicicletta, invece che rompersi un braccio, fosse rimasto gravemente invalido e ti avesse chiesto qualche decina o centinaia di migliaia di euro di risarcimento, sarebbe bastata la tua autoassicurazione?
  • Se nell’appartamento sotto al tuo, appeso alla parete su cui è scesa l’acqua, ci fosse stato un quadro del valore di 50.000 euro e sul pavimento pregiati tappeti persiani, ormai da buttare via, sarebbe bastata la tua autoassicurazione?

Se la risposta è no, sei nei guai! I danneggiati, infatti, non saranno impietositi dal fatto che non hai soldi a sufficienza per risarcirli, ma faranno tutto quello che gli è concesso per ottenere quanto gli spetta.

Potrebbero anche ottenere dal giudice che tu venda i tuoi beni per recuperare i soldi da utilizzare a loro favore.

Sarebbe un vero peccato dover vendere la propria abitazione, i propri gioielli, i propri beni di lusso oppure uscire in fretta dai propri investimenti per recuperare un po’ di liquidità da girare ad altre persone per risarcirle dal danno provocatogli.

Come proteggersi dalle situazioni di cui siamo civilmente responsabili?

Per tua fortuna esiste un modo che ti permette di far fronte alle richieste di risarcimento da parte di terzi senza dover mettere da parte ogni anno dei soldi; in questo modo sei libero di destinare quelle somme ad altri progetti, di usarle per acquistare quello che più ti piace o per goderti qualche momento di svago.

Si tratta di uno strumento con cui puoi trasferire il rischio di dover spendere tanti soldi o addirittura di rovinarti economicamente per risarcire un danno fatto.

Mi riferisco alla polizza di Responsabilità Civile verso Terzi (detta anche RCT), quella che una volta era definita come la polizza del capofamiglia.

Il suo funzionamento è molto semplice. Tu paghi un premio annuo e, in caso di danni a terzi, sarà la tua compagnia assicurativa a risarcire il danneggiato, tu non dovrai sborsare un solo euro.

Come dice infatti l’art. 1917 del codice civile “nell’assicurazione della responsabilità civile l’assicuratore è obbligato a tenere indenne l’assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dell’assicurazione, deve pagare a un terzo, in dipendenza della responsabilità dedotta nel contratto…”.

In parole più semplici non sarà più chi rompe paga, ma tu rompi, l’assicurazione paga.

Sebbene vengano spesso definite polizze del capofamiglia, il nome non deve trarti in inganno. A essere coperto non è solo il capofamiglia in sé, ma tutto il suo nucleo famigliare. Sono compresi, o possono esserlo se sottoscrivi l’apposita garanzia, anche gli animali domestici di tua proprietà o di cui sei responsabile.

Come funziona la polizza di responsabilità civile verso terzi (polizza RCT)?

Sebbene sembri una polizza molto semplice, anche stipulare una polizza RCT richiede un po’ di attenzione. Sono molte, infatti, le garanzie che possono essere inserite e che devi valutare per evitare di avere brutte sorprese.

Il punto di partenza è la garanzia base, cioè il risarcimento dei danni provocati a terzi per morte, lesioni personali e danneggiamenti a cose in conseguenza di fatti legati alla vita privata e alla proprietà della o delle abitazioni.

Come vedi non vengono ricompresi i danni legati alla guida di veicoli e al lavoro perché quelle situazioni sono tutelate da apposite polizze.

Provando a fare qualche esempio concreto che ti faccia capire quando un’assicurazione copre i danni che hai causato possiamo riepilogare le principali situazioni come segue, distinguendo tra danni legati alla casa, danni relativi alla vita privata e al tempo libero, danni relativi a famiglia e figli.

Responsabilità civile per danni legati all’abitazione

Quando parlo di responsabilità civile con persone che si approcciano per la prima volta al mondo assicurativo, spesso mi sento dire che le polizze non servono perché “tanto sono in affitto, non è mia la casa”.

In realtà che tu sia proprietario o in affitto, sei sempre responsabile di quello che fai, cambia solo il modo in cui devi assicurarti.

Se per il proprietario è importante proteggersi per i danni causati da fuoriuscita di acqua dagli impianti, per la caduta di pezzi di intonaco, per lo svolgimento di lavori di manutenzione in casa, chi prende in affitto la casa deve sincerarsi di essere protetto dalla conduzione della stessa. Anzi la sua responsabilità non sarà solo nei confronti di terzi ma anche nei confronti del proprietario per i danni che possa arrecargli alla casa che ha in locazione.

Responsabilità civile per danni relativi alla vita privata

In generale, a prescindere dal fatto che tu viva in affitto o che tu sia il proprietario della casa in cui abiti, devi rispondere dei danni che causi a terzi nella vita di tutti i giorni.

Quindi non solo tra le quattro mura domestiche, ma anche quando esci.

Può capitare infatti di danneggiare qualcuno mente fai sport, mentre partecipi ad attività sociali e di volontariato, mentre fai bricolage o giardinaggio, danni alle camere d’albergo mentre sei in vacanza. Oppure, come negli esempi che ho fatto prima, al supermercato o mentre fai una passeggiata.

Responsabilità civile relativa al nucleo familiare e ai figli

Come riportato poco più su la polizza non copre solo chi la stipula ma anche il suo nucleo famigliare; sono risarcibili dall’assicurazione i danni causati a terzi dai tuoi figli e dal tuo partner, in casa e fuori.

Pensa solo a quante volte i bambini, giocando con le macchinine, le fanno cadere dal terrazzino e rovinano la macchina parcheggiata lì sotto. O a quante volte, mentre giocando a pallone, si fanno male. O ancora, a quello che può succedere durante le gite scolastiche o le manifestazioni sportive a cui partecipi anche tu.

Non solo bambini e partner, ma anche gli animali domestici possono causare danni a terzi di cui devi rispondere. Si pensa sempre ai cani che aggrediscono e mordono altri cani o persone, ma in realtà le fattispecie sono molto più numerose. Ad esempio un gatto che, spinto dalla curiosità, si avvicina al telefonino di un tuo ospite e lo fa cadere a terra, rompendone il display.

Parte della famiglia, in un certo senso, sono anche i collaboratori domestici. È giusto allora tutelarsi anche per i danni che loro possono causare a terzi mentre lavorano in casa tua oppure per gli infortuni che subiscono nello svolgimento delle loro mansioni.

Se l’infortunio o la malattia professionale fosse così importante da far intervenire INAIL o INPS, potresti essere chiamato in causa da questi enti per l’azione di rivalsa, cioè, per semplificare al massimo, verrebbero a chiederti dei soldi dato che per “causa tua” devono pagare un assegno di invalidità alla tua colf.

Conclusioni

Tutti questi sono esempi di come l’assicurazione per danni a terzi possa intervenire in tuo favore. È importante ribadire, ancora una volta, che la sua utilità è quella di trasferire un grosso rischio economico in capo ad una compagnia assicurativa, sicuramente più attrezzata di te nel fronteggiare richieste di risarcimento danni, soprattutto quelli di importi elevati, i più impattanti per te.

Dato che si tratta di polizze non molto costose, ti consiglio non solo di sottoscriverne una per vivere più sereno, ma anche di non limitarti al massimale di polizza più basso che ti viene proposto. Spesso i risarcimenti richiesti potrebbero essere superiori e allora dovresti mettere di tasca tua la differenza.

Ad esempio, se nella tua polizza il massimale fosse di 500.000 € e tu causassi un danno di 600.000 €, la tua assicurazione pagherebbe 500.000 € e tu dovresti tirar fuori la differenza, cioè 100.000 €. Ammesso che tu li abbia, non credo sia il modo migliore di spenderli. Sicuramente è meglio investire qualche euro in più sulla polizza e aumentare il massimale in modo adeguato.

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Informazioni su Michele D'Olivo

Dal 2011 si occupa di assicurazioni. Ha iniziato a lavorare in questo campo utilizzando l'approccio classico di venditore dei prodotti di volta in volta più incentivati dalle agenzie e dalle compagnie. Ben presto però si è reso conto che l'assicuratore moderno non deve più essere un semplice venditore di polizze, né tantomeno quello che ti fa risparmiare qualche euro sulla polizza dell'auto, ma deve trasformarsi in un consulente il cui obiettivo è risolvere problemi importanti e dare sicurezza economica ai propri clienti ed alle loro famiglie. Soprattutto a chi sente di avere una grossa responsabilità verso i propri cari, magari perché titolare di una azienda o di uno studio professionale o perché unico portatore di reddito in casa. A partire da questa riflessione, ha deciso di specializzarsi nel ramo della protezione, sia della salute delle persone che del loro patrimonio. Sempre con l'obiettivo di rendere le persone più informate e consapevoli delle loro scelte quando si approcciano al mondo assicurativo.
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2 commenti

  1. Giancarlo Togliatto

    Descrivere le garanzie assicurative abbinando esempi pratici è una scelta azzeccata perchè in grado di chiarire dubbi e perplessità in ci ci ascolta o legge.

    • Grazie Giancarlo, l’obiettivo è proprio quello di rendere più comprensibili i contratti assicurativi anche a chi non lavora nel settore

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