Sinergia tra assicurazioni e risk management

Prima di proseguire nella nostra trattazione sul risk management e sulla sinergia tra assicurazioni e risk management, è opportuno chiarire il significato dei termini Azienda, Impresa e Società, spesso considerati sinonimi tra loro e che in realtà hanno significati sostanzialmente diversi.

La Società è la personalità giuridica costituita dai Soci che versano nell’attività i propri capitali di rischio in quote di competenza. La somma dei capitale versati si dice Capitale Sociale. I Soci nominano fra loro il legale rappresentante che risponde verso terzi, impersonando la Società, e un amministratore o un consiglio di amministrazione, che risponde ai Soci del suo operato e dei risultati che ne derivano.

L’Impresa è l’iniziativa di esercitare una attività produttiva o commerciale, facendo uso di beni, risorse finanziarie, tecniche e umane. Quando l’esercizio contabile si chiude con una perdita, pari o superiore al Capitale Sociale, si dice che l’Impresa fallisce.

L’Azienda è l’insieme dei beni materiali costituiti da immobili, beni strumentali e merci che vengono utilizzati per l’esercizio dell’attività.

In sintesi, diciamo che l’amministratore (o il consiglio di amministrazione) dirige l’impresa a beneficio della Società, facendo uso dell’Azienda e delle risorse umane.

Quando parliamo della Società e delle azioni che compie, ovvero dei danni che subisce, useremo il termine Impresa.

Il risk management, come abbiamo già avuto modo di affermare, comprende tutte le iniziative che il soggetto persona o il soggetto impresa assume per la propria sicurezza, dalla prevenzione alla previdenza, all’assicurazione.

Nel caso dell’impresa industriale scopriamo che prevenire i rischi è di fondamentale importanza se vogliamo evitare le catene consequenziali, ossia la serie di eventi che possono accadere al verificarsi di un rischio e che possono portare al default finanziario.

Oltre ad evitare il default finanziario, la gestione dei rischi ha anche l’effetto collaterale di ridurre e contenere le conseguenze dannose di eventi descritti come rischi semplici, molti dei quali formano oggetto di contratti assicurativi.

Il Risk Management Operativo

Entriamo ora nel vivo del risk management vedendo, per sommi capi, come si applica, a cominciare dall’utente persona, ovvero la persona alle prese con i rischi della vita privata.

I rischi della persona

Sostanzialmente i rischi del privato cittadino sono suddivisibili in quattro macrocategorie, in ciascuna delle quali esemplifichiamo i più conosciuti:

  1. rischi che minacciano la serenità e la qualità della vita, quali la morte di un congiunto, l’abbandono da parte del partner, o scelte di vita da parte di un figlio che non condividiamo;
  2. rischi che minacciano la persona: infortuni, malattie, invalidità temporanea o permanente, morte;
  3. rischi che minacciano i beni di proprietà: incendio di casa e rotture varie, eventi atmosferici, furto e rapina;
  4. rischi che minacciano il patrimonio: danni a terzi che per legge devono essere risarciti con il proprio patrimonio.

Nei confronti dei rischi che attentano alla nostra serenità è facile comprendere che non abbiamo a disposizione molte misure cautelative per evitare che accadano gli eventi temuti o comunque per difenderci dalla loro azione pregiudizievole, al di là di scelte a livello comportamentale e di gestione delle relazioni inter-personali in ambito famigliare.

Se passiamo ad analizzare i rischi della persona, osserviamo che si tratta per lo più di accadimenti il cui timore è connaturato con l’istinto di auto conservazione. Il Diritto Civile, in concomitanza con fatti penalmente rilevanti (come accade tutte le volte che chiunque subisca una lesione personale imputabile alla responsabilità di qualcun altro), ci insegna che questi danni possono avere un valore in danaro.

Tuttavia, in casi di questo tipo, il danaro compensa solo su un piano convenzionale questi accadimenti, non certo su quello sostanziale. Se ci rompiamo una gamba e restiamo parzialmente invalidi per il resto dei nostri anni, avremmo subito un pregiudizio che, sul piano delle emozioni e del nostro amor proprio, è, senza ombra di dubbio, irreparabile, mentre la quantificazione in punti di invalidità, a loro volta valorizzati in danaro è solo uno strumento per punire chi abbia provocato, anche involontariamente, una simile disgrazia al suo prossimo, mediante un equo indennizzo deciso dal giudice.

Le assicurazioni hanno fatto proprio il criterio dell’indennizzo di origine civilistica, mettendo a disposizione delle persone dei prodotti assicurativi in grado di indennizzare un danno, come ad esempio, una invalidità permanente che, in ragione della sua gravità, può costituire un impedimento più o meno pronunciato a proseguire l’attività lavorativa dell’infortunato, e quindi può far venire meno una fonte di guadagno. Il mancato guadagno definisce i termini economici della lesione personale, anche se è ben lontano dal risolvere un problema che, nella realtà, non ha soluzione e sarebbe stato assai meglio, nei limiti del possibile, prevenire.

Alla luce di queste considerazioni, possiamo dire che, rispetto ai rischi della persona nella sua vita privata, i mezzi per fronteggiare i rischi appartengono, in modo preponderante, alla sfera assicurativa, come rappresentato dallo schema riportato nella tabella “Sinergia tra assicurazioni e risk management“.

Anche in merito ai rischi che minacciano la proprietà e il patrimonio, ci rendiamo conto che le possibilità di intervenire in fase preventiva sono molto limitate. Al massimo ci si può munire di un impianto anti-intrusione per ridurre il rischio che si introducano dei ladri in casa.

I rischi di artigiani, commercianti, liberi professionisti e grandi imprese

L’esercente commerciale, il libero professionista, o anche l’artigiano che lavora in qualità di ditta individuale, hanno una serie di rischi leggermente più numerosi rispetto alla vita privata, che possono essere mitigati dalla prevenzione, accanto ad una serie di rischi gestibili solo attraverso le soluzioni assicurative.

Pertanto possiamo dire che, seppure in misura ridotta rispetto alla sfera dei rischi personali, i rischi gestibili con le assicurazioni, nel caso di artigiani, commercianti e liberi professionisti, hanno una prevalenza su quelli affidabili alla prevenzione.

Al crescere delle dimensioni e della complessità del ciclo di lavoro, l’impresa vede la funzionalità della soluzione assicurativa assumere un ruolo sempre meno preponderante e vede allargarsi di pari passo la componente di prevenzione, come si vede chiaramente nella tabella “Sinergia tra assicurazioni e risk management“.

Questo non vuol dire che nella imprese più complesse le assicurazioni non servano. Tutt’altro! Vuol dire che, se non c’è sinergia tra assicurazioni e risk management, le assicurazioni da sole non bastano a scongiurare il rischio di default finanziario di un’impresa complessa e che è quasi inutile assicurarsi se non si affianca alle assicurazioni anche una corretta gestione dei rischi.

Rischi e modalità di trattamento, la sinergia tra assicurazioni e risk management

La tabella “Sinergia tra assicurazioni e risk management” ci aiuta a comprendere quanta parte dei rischi è gestibile con lo strumento della prevenzione e più in generale del Risk Management e quanta parte è gestibile con le assicurazioni per le 6 macro categorie di soggetti analizzate nella prima parte dell’articolo:

  1. rischi della vita privata
  2. rischi dell’esercente commerciale e del libero professionista
  3. rischi dell’artigiano
  4. rischi della piccola impresa
  5. rischi della media impresa
  6. rischi della grande impresa

Ci teniamo ad evidenziare che troppo spesso questa rappresentazione di quanto si potrebbe fare è molto distante dalla rappresentazione di quanto gli utenti facciano nella realtà e di quanto sia importante per gli assicuratori che vogliono privilegiare il loro ruolo di consulenti, rispetto a quello di semplici intermediari, sensibilizzare i propri clienti verso una corretta sinergia tra assicurazioni e risk management, anche nell’ottica di ridurre la possibilità di contestazioni da parte delle compagnie al momento dell’indennizzo di un danno.

Un altro aspetto su cui vogliamo portare l’attenzione del lettore è che, al crescere della complessità dell’attività, ciò che aumenta è il numero e la varietà dei rischi e che di questi rischi addizionali quelli gestibili con la prevenzione sono sempre in maggior numero rispetto a quelli gestibili con l’assicurazione.

D’altronde, statisticamente, si osserva che le imprese, al crescere del fattore di complessità, fanno ricorso in misura sempre minore alla prevenzione, rispetto a quei rischi aggiuntivi gestibili con questo mezzo, e fanno maggior uso dello strumento assicurativo, per quei rischi che sono risolvibili con esso.

Proviamo a spiegare in una rappresentazione grafica questo concetto un po’ articolato, dopo aver osservato il significato dei quattro colori utilizzati.

Sinergia tra assicurazioni e risk management

La tabella mostra come al crescere della complessità dell’attività i rischi aumentano di numero e quelli trattabili con la prevenzione crescono più rapidamente di quelli assicurabili. Fermo restando che esistono rischi che sono trattabili con entrambi gli strumenti (prevenzione e assicurazione), si osserva che la prevenzione cresce con la complessità, ma troppo poco rispetto a quanto dovrebbe, mentre l’assicurazione, seppure in misura mai totale, viene sfruttata di più nelle realtà di dimensioni e complessità maggiore.

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Informazioni su Clemente Fargion

In un mercato in cui la fame di guadagni prevarica la professionalità, ho sempre cercato di riscoprire e valorizzare il lato accademico della scienza del rischio. Dopo una laurea in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Milano e un master in Ingegneria delle Assicurazioni presso SNAM, mi sono specializzato in Risk Management con specializzazione per macro- settore merceologico. Sono anche un formatore professionale in materia Assicurativa per ACB e Assinform. Dal 2011 scrivo su Assinews e sono autore di manuali editi da Assinform su Risk Management, Danno Ambientale, Mondo dei Trasporti, Cyber Risk , La Patrimonialità della Lesione Personale.
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