Il ruolo sociale dell’assicuratore, intervista ad Alessio Cioeta

Il ruolo sociale dell'assicuratoreIn questa intervista mi sono confrontata con il collega Alessio Cioeta sul ruolo sociale dell’assicuratore e di come possa aiutare le famiglie e le persone a non rimanere senza soldi, anche davanti ad eventi gravi.

Basti pensare che viviamo in un’epoca in cui la vita si è allungata sensibilmente e, parallelamente, si è alzata l’età in cui i giovani riescono a rendersi economicamente autonomi, per capire quanto sia importante prendere coscienza dei rischi che corriamo e di cosa possiamo fare ridurne le conseguenze economiche.

Ad Alessio ho chiesto di aiutarci a capire quali sono oggi i rischi più importanti che una famiglia può trovarsi ad affrontare e in che modo un assicuratore può aiutarla definire i propri bisogni assicurativi.

Qual è il ruolo sociale dell’assicuratore?

Confrontandomi ogni giorno con tantissime persone ed ascoltando molti punti di vista, argomenti e storie individuali, mi accorgo che, per tanti motivi, ognuno di noi si trova a vivere la propria vita in modo molto intenso e concentrato su se stesso. Non parlo di egocentrismo o egoismo verso il prossimo, ma proprio di una grande, ed ovviamente necessaria, attenzione alle proprie situazioni personali e familiari. Focalizzandosi così tanto su problematiche quotidiane e concrete, le persone spesso non riescono a soffermarsi a riflettere su altre situazioni importanti, che comunque li riguardano, ma che non si mostrano in modo altrettanto chiaro e concreto.

Mi riferisco ai rischi a cui sono esposte e alle conseguenze economiche che potrebbero derivarne.

È proprio questa la prima, e forse la principale, utilità che un assicuratore può dimostrare: far cadere l’attenzione delle persone sugli eventi imprevisti, anche improbabili, ma per assurdo possibili, che in tanti modi possono compromettere la serenità economica, attuale e futura, di ognuno di noi. L’altro dato di fatto che osservo è che, per quanto ognuno possa acquisire informazioni e competenze di ogni tipo, difficilmente può arrivare al livello di competenza di un assicuratore nell’individuare le soluzioni più adeguate rispetto ai rischi che minacciano le persone.

Pertanto, aiutare le persone a trovare le soluzioni più adatte a mitigare le conseguenze economiche degli imprevisti, costruite secondo logiche improntate all’adeguatezza e all’efficacia, insieme all’aiutarle ad individuare i rischi rispetto ai quali è bene tutelarsi, è la seconda utilità di un assicuratore.

Sottolineo le parole mitigare le conseguenze economiche perché è questo l’effetto di una tutela assicurativa e non la vera protezione da un rischio. Una polizza non è una immunità dal rischio, ma soltanto una tutela dai danni economici che possono derivarne. Da questo ne consegue che l’utilità di un assicuratore non sta nel basso costo delle coperture assicurative che propone, altrimenti sarebbe come dire che la bravura di un medico consiste nel minor costo delle medicine che prescrive.

Come si sono evoluti i rischi della famiglia?

Oggi, come in passato, il benessere di una famiglia si poggia totalmente sul reddito prodotto dalle persone che la compongono; la necessità di tutelarsi dagli eventi imprevisti che minacciano di compromettere la capacità di produrlo è sempre una priorità.

L’incidenza del lavoro autonomo, meno tutelato, è sicuramente cresciuta, ma il fatto che a generare reddito non sia quasi mai più solo una persona rende più gestibile la temporanea incapacità di uno dei membri di lavorare. Certo, la perdita definitiva della capacità lavorativa rimane comunque un problema grave ed in tal senso continua ad essere consigliabile presidiare i rischi di premorienza ed invalidità permanente da infortunio e malattia.

Un altro dato oggettivo è la diminuzione della redditività da lavoro,  che riduce la capacità di risparmio delle famiglie e quindi la loro capacità di costruire progetti o tutelarsi dagli imprevisti.

Sulla base di queste considerazioni, credo che sia prioritario proteggersi da quegli eventi che possono comportare spese impreviste, improvvise e potenzialmente anche molto grandi, come ad esempio i danni che potremmo causare ad altri con il nostro comportamento. Questo tipo di danno lo si può tutelare con una polizza di responsabilità civile per danni a terzi, a cui è opportuno aggiungere la garanzia tutela legale per la vita familiare per far fronte ad eventuali azioni legali intraprese da chi ha subito il danno. Queste due forme di tutela sono poco costose e ritengo siano tra le forme di tutela che ogni nucleo familiare dovrebbe valutare.

Tornando alle singole persone, il rischio, ancora poco percepito, da cui è essenziale proteggersi, è quello relativo alla salute; una malattia o un infortunio grave possono sparecchiare i risparmi di una vita, che possono rivelarsi addirittura insufficienti per far fronte a tutto ciò che comportano. In particolare, nei nuclei familiari poco numerosi, smembrati dai casi della vita o anche solo sparpagliati nel mondo, un altro rischio che può avere un peso drammatico e di cui tutti dovremmo prendere coscienza già adesso è quello della non autosufficienza in tarda età.

Tutte queste tutele assicurative solitamente sono percepite come un costo che consuma risorse finanziarie; in realtà sono fondamentali per la protezione del patrimonio della famiglia e consentono di affrontare con maggior sicurezza sia i possibili imprevisti che possono capitare nel corso della vita, sia il rischio praticamente certo legato all’allungamento della vita, ossia il sostentamento con la scarsa pensione che avremo.

Anche rispetto al tenore di vita in età avanzata, il ruolo sociale dell’assicuratore è fondamentale perché può aiutare le persone a costruirsi in anticipo una rendita vitalizia, mettendo a disposizione gli strumenti più adeguati per costruirsi una pensione integrativa.

Come scegliere i rischi da assicurare se non possiamo assicurarli tutti?

Molti degli eventi rischiosi a cui le persone sono esposte possono avere conseguenze economiche gravi non tanto sulle persone che li subiscono, ma anche e soprattutto su chi è vicino a loro e dipende da loro.

È per gli altri che spesso è necessario prevedere una forma di tutela.

Poi ovviamente ci sono quegli eventi, determinati da noi o anche solo subiti, che minacciano proprio il nostro patrimonio ed il nostro stesso tenore di vita. Questi eventi possono nascere dalla vita privata o dall’attività lavorativa, ma dipendono molto dalle specifiche situazioni di ognuno di noi e pertanto non riesco ad immaginare in modo assoluto qual è l’evento da cui vorrei garantire una persona.

Tuttavia, c’è anche un altro modo in cui un assicuratore può essere utile per garantire la stabilità finanziaria e mantenere il tenore di vita acquisito: aiutando le persone a costruire una provvista di risparmi che permetta di avere un tenore di vita adeguato in quello che sarà il secondo tempo” della nostra vita.

In altre parole, se dovessi scegliere una sola soluzione assicurativa, quello che vorrei poter fare per una persona è aiutarla a costruire la sua pensione, sia con un generico strumento di gestione del risparmio sia con una forma di previdenza complementare, che ha anche il vantaggio di abbattere l’imposizione fiscale.

In che modo un assicuratore può aiutare le persone a definire le corrette priorità?

Il rischio prioritario da assicurare è quello che minaccia la cosa che per noi è più importante proteggere. Quando siamo da soli può essere il nostro stesso benessere economico; quando formiamo una famiglia è invece quello dei nostri cari, sia nel presente che nel futuro.

Per stabilire una scaletta delle priorità su quale rischio assicurare, io ragionerei sull’imprevisto che produce il danno potenzialmente più grande anziché sull’imprevisto che minaccia di avere una incidenza più frequente e meno pesante.

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Informazioni su Luisa Rosini

Aiuto le persone ad assicurarsi bene e gli assicuratori a promuoversi sul web creando cultura assicurativa.
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