Sanità Integrativa e Secondo Pilastro Sanitario, intervista a Marco Vecchietti

Abbiamo intervistato Marco Vecchietti, AD di RBM Assicurazione Salute, per parlare di Sanità Integrativa e del Secondo Pilastro Sanitario da affiancare al Sistema Sanitario Nazionale per garantire a tutti i cittadini la possibilità di accedere a quelle cure che, per diversi motivi, non possono essere effettuate presso ospedali e ASL.

Quali sono i numeri della Sanità Integrativa oggi in Italia?

Attualmente la Sanità Integrativa intermedia 5,8 miliardi di euro di Spesa Sanitaria, ossia il 14,6% circa della Spesa Sanitaria Privata totale. Questo dato è inferiore a quello della maggior parte dei Paesi OCSE, nei quali al sistema di tutela sanitaria di base si affianca, su base istituzionale o volontaria, un Secondo Pilastro Sanitario aggiuntivo.

In altre parole, sempre stando ai dati che abbiamo noi di RBM, solo 2 italiani su 10 oggi possono accedere ad una Forma Sanitaria Integrativa per garantirsi quelle cure che non possono essere effettuate presso ospedali e ASL.

Qual è la proposta di RBM Assicurazione Salute Spa rispetto al presente?

La proposta di RBM Assicurazione Salute SpA prevede l’istituzione di un Secondo Pilastro Sanitario che abbia la stessa universalità del Servizio Sanitario Nazionale e sia in grado di assicurare a tutti i cittadini l’accesso a tutte quelle cure che, per diversi motivi, non possono essere effettuate presso Ospedali e ASL, arrivando a raddoppiare, di fatto, il diritto alla Salute degli italiani.

Quali sono i dati su cui poggia la vostra proposta?

I dati sono quelli del Rapporto RBM – Censis sulla Sanità Pubblica, Privata ed Intermediata (ed. 2017-2018), basato su un campione di 90 Forme Sanitarie Integrative e oltre 4,5 milioni di assicurati, che ho illustrato anche durante l’audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva in materia di fondi integrativi del Servizio Sanitario Nazionale.

Secondo quei dati, sono oltre 8,3 milioni le prestazioni sanitarie pagate dalle Forme Sanitarie Integrative, per un ammontare complessivo di 3,6 miliardi di euro ed un valore medio di rimborso di 433,15 euro per assicurato. Quasi 4 milioni di prestazioni specialistiche, poco meno di 3 milioni di cure dentarie e oltre 1 milione di diagnosi precoci. Un aiuto per le famiglie italiane, soprattutto per i redditi medio bassi (i cittadini assicurati con redditi inferiori a 35.000 euro sono 3 su 10).

Quali sono le potenzialità del settore e gli eventuali benefici per i cittadini-consumatori che hanno bisogno di efficienza e di tutela?

Le potenzialità del settore ed i benefici ad esso correlati sono molto elevati: a fronte di 3,9 miliardi di euro di contributi lordi versati nel 2018 il totale dei rimborsi pagati ammonta a 3,6 miliardi di euro, dato in crescita di ben il 30% rispetto al 2017.

Il rapporto tra premi e rimborsi, comprensivi delle spese di liquidazione (in media pari al 5%), supera quindi il 90% (92,30%) a dimostrazione di un modello organizzativo efficiente ed improntato a garantire livelli assistenziali coerenti con i contributi versati dai cittadini e dalle aziende.

Degli 8,3 milioni di prestazioni sanitarie rimborsate dalla Sanità Integrativa nel corso del 2017, l’1,84% (153.066 prestazioni) hanno natura ospedaliera, il 45,26% (3.761.873 prestazioni) sono di tipo extraospedaliero (specialistica e diagnostica), il 34,88% (2.898.897 prestazioni) sono cure odontoiatriche, il 3,14% (260.574 prestazioni) corrispondono a rimborso dei farmaci, il 14,14% (1.175.150 prestazioni) riguardano il finanziamento di protocolli di diagnosi precoce mirati a contrastare l’insorgenza di Malattie Croniche Non Trasmissibili e lo 0,74% (61.734 prestazioni) una serie di prestazioni sanitarie minori.

Eppure, nonostante i dati dimostrino che il livello di rimborso delle cure pagate di tasca propria ottenuto grazie alla Sanità Integrativa sia di oltre i 2/3 e chi già ha avuto modo di sperimentarla ne confermi i grandi vantaggi, gli Italiani che oggi usufruiscono di Forme Sanitarie Integrative sono solo 13 milioni, pari a circa il 22% della popolazione, che è uno dei dati più bassi in Europa.

Cosa bisognerebbe fare per garantire un livello di tutela maggiore a tutti i cittadini Italiani?

Alla luce di questi dati bisognerebbe pensare a come estendere presto a tutta la popolazione questo importante strumento di protezione sociale, superando posizioni ideologiche e preconcette che mirano a sottrarre queste importanti tutele a chi le finanzia già da anni con il proprio stipendio.

In altre parole, bisognerebbe istituire un vero e proprio Secondo Pilastro Sanitario, universale al pari del Servizio Sanitario Nazionale, per raddoppiare il diritto alla Salute degli italiani.

Quali sono i limiti ed i vincoli della situazione attuale?

L’attuale impianto della Sanità Integrativa, tracciato dalla Riforma Bindi alla fine degli anni ’90, è stato per scelta fortemente ancorato al mondo del lavoro ed, in particolare, a quello del lavoro dipendente. Oggi questo impianto presenta dei grossi limiti in quanto lascia scoperte grosse fette di popolazione, soprattutto tra le fasce più deboli.

Infatti, se andiamo a guardare l’incidenza delle coperture sanitarie integrative rispetto alla fascia di età, alla situazione lavorativa e allo stato di salute scopriamo che le persone prive di una copertura sanitaria assicurativa sono soprattutto le persone in stato di fragilità, ossia gli anziani, i malati cronici e le persone non autosufficienti.

BambiniGiovaniAdultiAnziani
Incidenza rispetto all’età1 su 100,5 su 104 su 101 su 10
DipendentiAutonomiImprenditoriPensionati
Incidenza rispetto al lavoro5 su 104 su 101 su 100,5 su 10
Patologia AssentePatologia AcutaPatologia CronicaNon Autosufficiente
Incidenza rispetto allo stato di salute3 su 103,5 su 101,5 su 10meno di 1 su 10

Quali sono le prospettive future per sviluppare al meglio il Secondo Pilastro Sanitario a favore di tutti cittadini?

Come abbiamo visto un’impostazione della Sanità Integrativa ancorata soprattutto al mondo del lavoro, privilegiando quello del lavoro dipendente, lascia scoperte ampie fasce di popolazione, soprattutto tra quelle più deboli che, quando si troveranno a dover scegliere tra attingere ai propri risparmi per curarsi o rinunciare alle cure, sempre più spesso saranno costrette a scegliere di non ricorrere proprio a quelle prestazioni che sono tra quelle maggiormente rimborsate dalle Forme Sanitarie Integrative.

Ecco allora che un Secondo Pilastro Sanitario, incentrato sugli stessi principi di universalismo ed uguaglianza sui quali poggia il suo fratello maggiore Pubblico, diventa uno strumento da cui non è più possibile prescindere se vogliamo garantire agli italiani un Diritto alla Salute effettivamente esigibile per tutti, ed in primis, per i cittadini più fragili.

In questa prospettiva noi di RBM ci rendiamo sin da ora disponibili a mettere a disposizione di tutte le Istituzioni interessate informazioni corrette, complete e verificabili sulla Sanità Integrativa e a svolgere un confronto pubblico – anche con Gimbe – con l’obiettivo di rappresentare in modo oggettivo il contributo che può essere assicurato dalla Sanità Integrativa al Sistema Sanitario del nostro Paese.

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Informazioni su Luisa Rosini

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