Prestito personale, perché la consulenza creditizia è importante

Matteo Evangelisti - Consulente del creditoAnche per i finanziamenti, come per le assicurazioni, la consulenza è fondamentale. In questo articolo parliamo di prestito personale e di consulenza creditizia con Matteo Evangelisti, agente in attività finanziaria e titolare dello Studio Evangelisti di Grosseto, con il quale collaboro ad un progetto di educazione in materia di finanziamenti e a cui mi appoggio quando i miei clienti hanno bisogno di un finanziamento.

Matteo cosa vuol dire fare consulenza creditizia e perché è importante fare una buona consulenza ad un cliente che ha bisogno di un prestito personale?

Quando un cliente viene in studio perché ha bisogno di un prestito, come prima cosa vogliamo capire che esigenze ha, ossia a cosa gli serve il prestito, di che cifra ha bisogno e che rata è disposto a pagare. Non solo, vogliamo anche capire che caratteristiche ha da un punto di vista creditizio, cioè che lavoro fa, che tipo di contratto ha, da quanti anni lavora, se ha altri finanziamenti in corso, se in passato ha avuto problemi a pagare eventuali rate, che tipo di situazione familiare ha.

Le informazioni sul reddito e sulla sua storia creditizia ci aiutano a capire se il cliente è finanziabile, mentre quelle sulla finalità del finanziamento ci permettono di definire la forma di finanziamento più adeguata alle sue esigenze e al suo cosiddetto profilo di rischio, ossia alla sua reale capacità di restituire il finanziamento.

In che modo la finalità del finanziamento influisce sul tipo di prestito personale?

Nel linguaggio comune usiamo il termine prestito personale per indicare qualsiasi tipo di prestito richiesto da una persona fisica. In realtà nel linguaggio del credito, quando parliamo di prestito personale intendiamo un prestito per il quale dichiariamo la finalità senza avere l’obbligo di documentarla, mentre quando il prestito è richiesto per un motivo ben preciso, come l’acquisto di un’auto o altri beni, tra cui anche l’acquisto di beni legati al miglioramento dell’abitazione, parliamo di prestito finalizzato. La differenza sostanziale tra prestito personale e prestito finalizzato sta nelle modalità di liquidazione del prestito: il prestito personale viene liquidato sul conto corrente della persona che è il titolare effettivo del rapporto, mentre il prestito finalizzato viene liquidato sul conto corrente del fornitore del bene o del servizio acquistati.

Cosa succede se si istruisce una pratica di finanziamento senza aver prima acquisito e valutato con attenzione tutti gli elementi che concorrono alla finanziabilità del cliente e alla scelta del tipo di prestito più adeguato?

In effetti, con l’automazione della procedura con cui si stabilisce la finanziabilità di un cliente messa a disposizione degli intermediari dalle finanziarie, basterebbe inserire i dati del cliente nel sistema per sapere se ha i requisiti per accedere ad un finanziamento e a quali condizioni. Tuttavia farlo senza aver prima valutato tutti gli elementi di cui disponiamo, sia dal punto di vista reddituale che dal punto di vista del merito creditizio, rischia di ritorcersi contro il cliente. Questo perché, nel momento in cui inseriamo i dati nel sistema, di fatto istruiamo una pratica di finanziamento di cui rimane traccia in CRIFanche quando la richiesta viene respinta e quell’informazione potrebbe precludere al cliente la possibilità di accedere ad altri finanziamenti con altre finanziarie, in quanto ogni rifiuto di cui rimane traccia ne squalifica il profilo creditizio.

Aggiungo che per Banca d’Italia uno degli obblighi dell’intermediario è proprio evitare il sovraindebitamento di una persona, oltre a fornirgli tutta una serie di documenti finalizzati a renderla consapevole rispetto alle normative vigenti in materia di trasparenza e privacy.

Cosa è CRIF e perché è così importante nella valutazione di un finanziamento?

CRIF è la banca dati a cui banche e finanziarie accedono per avere informazioni sulla finanziabilità di un cliente e a cui, sempre le banche e le finanziarie, comunicano le informazioni che riguardano la situazione creditizia di ogni cliente, incluse le richieste di finanziamento non andate a buon fine e i finanziamenti per i quali non sono state rispettate le date di scadenza delle singole rate, oltre ai finanziamenti in corso, dal mutuo al prestito personale, dall’affidamento sul conto corrente, agli sconfinamenti di conto non autorizzati.

Quindi, per capire se un cliente è finanziabile, oltre a sapere quanto guadagna e di quale somma ha bisogno, bisogna anche conoscere la sua storia creditizia?

Esatto Luisa, sapere quanto guadagna e per quale importo desidera essere finanziato non basta per capire se un cliente è finanziabile. Come ti ho già detto, bisogna anche conoscere che tipo di lavoro fa, che tipo di contratto ha e da quanto tempo lavora. Addirittura, per alcuni tipi di prestito personale, come la cessione del quinto dello stipendio, bisogna anche sapere per che tipo di azienda lavora perché in questo caso la finanziabilità del cliente dipende anche dall’affidabilità dell’azienda per cui lavora.

Oltre a questo bisogna sapere se ci ha altri prestiti, di che tipo di prestiti si tratta, che durata residua hanno e a quanto ammontano le rate. Perché un cliente sia finanziabile è necessario che la somma delle rate che deve pagare sia rapportata in modo corretto al suo reddito, nel rispetto delle direttive di Banca d’Italia in materia di sovraindebitamento. Quando siamo in presenza di una rata che rischia di esporre troppo il cliente rispetto al suo reddito, bisogna ricorrere ad un garante, ossia ad una persona che si impegni a restituire il finanziamento insieme al cliente e che abbia una capacità reddituale che, sommata a quella del cliente, renda sostenibile il finanziamento per entrambi. Ovviamente non tutti possono fare da garante, inoltre essere garante di un prestito, da un punto di vista creditizio, equivale ad avere preso un prestito e questo ne potrebbe modificare la finanziabilità, qualora il garante stesso volesse accedere ad un finanziamento a sua volta, per cui il ricorso al garante è una cosa da valutare con attenzione caso per caso.

In assenza di un garante, cosa si può fare se il cliente ha altri prestiti e la somma delle rate è troppo elevata?

Si può ricorrere ad un prestito di consolidamento debiti, ossia un tipo di prestito che, oltre alla somma richiesta, permette di finanziare anche l’importo residuo di altri prestiti. In questo modo, soprattutto quando siamo in presenza di finanziamenti che hanno una durata residua breve e possono essere estinti in anticipo rispetto alla scadenza, possiamo abbattere sensibilmente la rata mensile e quindi ottenere un rapporto rata/reddito sostenibile anche in assenza di un garante. Ovviamente per fare questo è necessario allungare la durata del finanziamento.

Torniamo alle informazioni che ci permettono di definire la finanziabilità del cliente. Un tempo i lavoratori cosiddetti precari avevano difficoltà ad ottenere un prestito, anche quando di fatto avevano una continuità lavorativa, perché le finanziarie non vedevano di buon occhio i contratti a tempo determinato e tutte le altre forme di rapporto di lavoro diverse dal contratto a tempo indeterminato. Oggi è ancora così oppure i criteri di finanziabilità tengono conto del fatto che sempre più spesso le aziende ricorrono a forme contrattuali diverse dal contratto a tempo indeterminato?

Qualcosa è cambiato e molte finanziarie oggi tengono conto dell’evoluzione del mondo del lavoro nel valutare la finanziabilità del cliente, tuttavia non esistono regole generali ed ogni situazione va analizzata singolarmente.

Parlando di cessione del quinto mi hai detto che la finanziabilità di un cliente dipende anche dal tipo di azienda per cui lavora. Puoi spiegare più chiaramente ai lettori di Parliamo di Assicurazione perché la finanziabilità del cliente può dipendere anche dal tipo di azienda per cui lavora oltre che dal tipo di contratto che ha?

La cessione del quinto dello stipendio è una forma di prestito personale un po’ particolare perché la rata viene pagata alla finanziaria direttamente dal datore di lavoro, che la decurta a sua volta dallo stipendio del dipendente. Poiché abbiamo un prelievo a monte, in teoria la finanziaria ha sempre la certezza del rimborso. In pratica però questa certezza ce l’ha soltanto quando siamo di fronte ad un datore di lavoro in grado di garantire il posto di lavoro al dipendente per tutta la durata del finanziamento o in presenza di un TFR accumulato abbastanza capiente da garantire l’estinzione anticipata del debito qualora l’azienda non fosse più in grado di rimborsare regolarmente il prestito.

Per questo, quando parliamo di cessione del quinto dello stipendio, entrano in gioco altri fattori, quali la distinzione tra aziende pubbliche e aziende private e, nell’ambito delle aziende private, è determinante la dimensione dell’azienda stessa, oltre all’anzianità lavorativa del dipendente.

D’altro canto la cessione del quinto dello stipendio ha il vantaggio, proprio perché è un prestito che viene rimborsato direttamente dall’azienda, che può essere concesso anche in presenza di altri prestiti, indipendentemente dal loro importo, a patto che la rata mensile non superi, appunto, un quinto dello stipendio.

Anche in questo caso la consulenza è importante, anzi, forse lo è ancora di più che per gli altri tipi di prestiti. Infatti la possibilità di ottenere la cessione del quinto dello stipendio anche in presenza di altri prestiti espone il cliente al rischio di sovraindebitamento e quindi a tutte le conseguenze negative che possono nascere dal mancato pagamento dei finanziamenti già in essere.

Grazie Matteo, anche a nome dei lettori di Parliamo di Assicurazioni e di Finanziamenti per questa chiacchierata e per la chiarezza con cui ci hai aiutato a comprendere l’importanza di una buona consulenza prima di arrivare ad istruire una pratica di finanziamento. Se sei d’accordo, la prossima volta vorrei entrare nel merito degli elementi che concorrono a definire un finanziamento di quali parametri dobbiamo tener conto per valutare l’adeguatezza e la convenienza di un prestito. Successivamente vorrei approfondire con te la cessione del quinto dello stipendio e mi piacerebbe anche aprire una sezione dedicata alle domande dei lettori.

Grazie a te e ai lettori del blog per avermi dato la possibilità di parlare dell’importanza della consulenza creditizia e degli elementi che concorrono a definire la finanziabilità di un cliente. Sarà un vero piacere per me poter continuare a dare informazioni in materia di finanziamenti ai lettori di Parliamo di Assicurazioni e Finanziamenti e fin da ora mi rendo disponibile a rispondere alle domande dei tuoi lettori.

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Informazioni su Luisa Rosini

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