Effetti collaterali del pagare in comode rate

Risale più o meno a una decina d’anni fa la promozione del pagare in comode rate come elemento che faceva la differenza tra potersi permettere subito qualcosa o dovervi rinunciare, in attesa di tempi migliori.

Pagare in comode rate rese improvvisamente tutto accessibile, anche a chi diversamente non si sarebbe mai potuto permettere tante cose. Sembrava di aver scoperto la gallina dalle uova d’oro: tutti potevano comprarsi tutto senza dover più aspettare di avere l’intera somma.

Così le comode rate hanno cominciato a sommarsi e la parte di reddito disponibile è diminuita progressivamente, fino a rendere molte famiglie non ulteriormente finanziabili.

Normalmente la parte di reddito destinata alla restituzione di un prestito non deve superare il 30% del reddito stesso. Rispettare questa proporzione è fondamentale per tutelare le famiglie dal rischio della morosità e dell’indigenza.

Purtroppo spesso accade che si vada ben oltre questa soglia ricorrendo alla figura del garante. Ecco che entrano in gioco il garante, solitamente un nonno, uno zio, un fratello che, impegnandosi formalmente a far fronte al debito in caso di impossibilità del contraente, rende possibile il finanziamento anche se la rata, sommata ad altre eventuali rate già presenti, supera la soglia del 30% del reddito disponibile.

Perché sulla carta questa soglia può essere superata? Perché il reddito del garante si somma a quello del contraente e la somma delle rate presenti e future di entrambi rimane entro il 30% della somma dei due redditi.

In questo modo banche e finanziarie hanno rispettato le regole che rendono erogabile il finanziamento mentre il contraente, cioè colui che realmente dovrà far fronte al debito, si è sovraindebitato e da quel momento in poi si è esposto al rischio di morosità, ossia della difficoltà di pagare le rate entro i tempi stabiliti dal contratto.

Si è morosi fino a quando il debito non è saldato. Una morosità di qualche giorno normalmente non viene rilevata (ma non sempre è così). Una morosità prolungata e reiterata (una o più rate insolute) viene considerata una morosità grave, indipendentemente dall’importo. Anche quando viene sanata, la morosità si ripercuote sulla finanziabilità, ossia diventa molto più difficile ottenere un nuovo finanziamento in quanto si è considerati cattivi pagatori.

E’ bene sapere che la morosità del contraente si ripercuote anche su eventuali garanti, in quanto corresponsabili della restituzione del debito. In altre parole anche il garante di un contraente moroso, per banche e finanziarie, è ritenuto a sua volta moroso, ossia viene anche lui iscritto come cattivo pagatore nella banca dati (CRIF) a cui tutti i soggetti erogatori di finanziamenti accedono quando devono valutare la finanziabilità di un soggetto.

Insomma il pagare in comode rate, se da una parte ha reso possibile l’acquisto ancor prima di disporre della somma necessaria, dall’altra ha ridotto notevolmente la capacità di spesa e, in presenza di difficoltà finanziarie, anche temporanee, si è trasformato in un vero e proprio boomerang per contraenti, garanti, finanziarie e per il mercato stesso, a cui sono venuti a mancare i soggetti finanziabili e quindi sono mancate nuove opportunità di vendita.

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Informazioni su Luisa Rosini

Mi occupo di web marketing per assicuratori e di progettazione di percorsi formativi finalizzati a migliorare l'efficacia della comunicazione con il cliente nella fase di analisi dei rischi e predisposizione del conseguente piano assicurativo, grazie anche alle tecniche di counseling applicate alla consulenza assicurativa. Fermamente convinta che gli assicuratori debbano riappropriarsi del loro ruolo sociale partendo dal creare cultura assicurativa, ho ideato il blog Parliamo di Assicurazioni (www.parliamodiassicurazioni.it) e ne definisco la linea editoriale e le strategie di marketing. Coordino anche i progetti di formazione e i gruppi di lavoro a cui il blog ha dato origine.
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